Alighiero e Boetti Day

(Alighiero Boetti, Torino 1970. Foto di Paolo Mussat Sartor)

Dieci giorni con Alighiero e Boetti

Alighiero Boetti*, una delle figure più riconosciute nel panorama nazionale e internazionale, è l’artista al quale è stata dedicata la seconda edizione di Giorno per Giorno, che si è svolta a Torino e in Piemonte dal 20 al 29 maggio.

Con l’intento di strutturare un programma condiviso intorno alla figura del celebre artista nato a Torino, nove importanti istituzioni piemontesi, con il coordinamento di Artissima, hanno ideato un calendario multiforme con mostre, videoproiezioni, incontri e conferenze: Accademia Albertina di Belle Arti, Barriera, Castello di Rivoli, Fondazione Merz, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Guarene, Fondazione Spinola Banna per l’Arte, Fondo Giov-Anna Piras, GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, PAV – Parco Arte Vivente.

(Alighiero Boetti. Foto di Paolo Mussat Sartor)

Se lo scorso anno Giorno per Giorno ha proposto un festival itinerante, – come ha spiegato Francesco Manacorda – quest’anno il suo accento monografico lo ha reso più affine a una mostra-studio che per dieci giorni consecutivi ha occupato il panorama culturale della regione, per poter offrire un prodotto di grande qualità.

Concepito come un tributo speciale a culmine della rassegna, Alighiero e Boetti Day è stato un evento non-stop di dodici ore concepito per indagare la figura del celebre artista in tutta la sua ricchezza e profondità.

(Alighiero Boetti. Foto di Enrico Cattaneo)

Ideato da Luca Cerizza, Massimiliano Gioni e Francesco Manacorda e co-prodotto da Artissima e dalla Fondazione Nicola Trussardi, l’evento si è svolto sabato 28 maggio all’Auditorium RAI di Torino dove, dalle 12.00 alle 24.00, artisti, storici dell’arte, critici, scrittori, musicisti, scienziati, collaboratori e amici di Alighiero Boetti sono stati chiamati a confrontarsi e a esplorare il pensiero e l’opera di uno dei più importanti ed enigmatici artisti del Novecento.

Alighiero e Boetti Day è stato un evento unico, dalla natura ibrida, al confine tra il convegno, l’intervento artistico, la performance e la narrazione biografica. Dodici ore di lavori aperti alla partecipazione del pubblico, in cui si sono susseguiti interventi singoli, dialoghi, tavole rotonde, proiezioni di filmati e interviste, presentazione di materiali inediti, reading, incursioni artistiche e gesti teatrali che sono andati a comporre un grande e variopinto mosaico.

(Alighiero Boetti. Foto di Isabella Gherardi)

Un evento che si è configurato soprattutto come un’occasione per riconsiderare la pratica artistica di Alighiero Boetti attraverso gli occhi di chi gli è stato vicino: esperti e artisti di generazioni diverse che continuano a mantenere viva la sua eredità e il suo pensiero.

Una piattaforma di scambio al cui centro non si trovano opere ma relazioni, storie, racconti, testimonianze volte a celebrare una singola figura che è stata leggendaria per molti artisti e operatori culturali del passato e che ha maggiormente influenzato la storia dell’arte contemporanea.

Quelle storie sono qui, sul nostro canale YouTube, dove troverete i video che filmano molti degli incontri dell’Alighiero e Boetti Day:

2. Intervento di Massimo Trini; 3. Lettura da un testo di Giulio Paolini; 4. Intervista a Salvo; 5. Intervista a Pietro Derossi; 6. Intervista di Christian Rattemeyer; 7. Intervista a Emidio Greco; 8. Intervento di Mark Godfrey; 9. Performance di Maurizio Cattelan; 10. Intervento di Stefano Bartezzaghi; 11. Intervento di Paola Pivi/Robert Cailliau; 12. Intervento di Adelina Von Fuerstenberg; 13. Tavola rotonda con Salman Alì, Mariangelica De Gaetano, Guido Fuga, Andrea Marescalchi, Rinaldo Rossi, Randi Malkin Steinberger; 14. Tavola rotonda con Thomas Bayrle, Lynne Cooke, Rolf Lauter, Pier Luigi Sacco; 15. Intervista a Corrado Levi; 16. Intervista ad Hans Ulrich Obrist; 17. Tavola rotonda con Stefano Arienti, Mario Dellavedova e Francesca Pasini; 18. Intervento di Maria Teresa Roberto; 19. Video intervista di Antonia Mulas ad Alighiero Boetti; 20. Intervento di André Magnin/Frédéric Bruly Brouabré; 21. Concerto di Daud Khan Sadozai e Peppe Frana.

Hanno partecipato: Salman Alì, Stefano Arienti, Stefano Bartezzaghi, Thomas Bayrle, Achille Bonito Oliva, Frédéric Bruly Bouabré/André Magnin, Robert Cailliau, Clino Castelli, Maurizio Cattelan, Germano Celant, Laura Cherubini, Francesco Clemente, Lynne Cooke , Roberto Cuoghi, Giulia Currà, Mariangelica De Gaetano, Mario Dellavedova, Pietro Derossi, Dexter Sinister, Patrizio Di Massimo, Peppe Frana, Guido Fuga, Giorgio Galli, Mario Garcia Torres, Piero Gilardi, Marco Giusti, Mark Godfrey, Emidio Greco, Rolf Lauter, Corrado Levi, Giorgio Maffei, Randi Malkin Steinberger, Andrea Marescalchi, Massimo Mininni, Jonathan Monk, Ugo Nespolo, Hans Ulrich Obrist, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Francesca Pasini, Michelangelo Pistoletto, Paola Pivi, Christian Rattemeyer, Maria Teresa Roberto, Rinaldo Rossi, Pier Luigi Sacco, Daud Khan Sadozai, Salvo, Federico Tiezzi, Rirkrit Tiravanija/Arto Lindsay, Tommaso Trini, Andrea Valle, [iaŋ] [voo], Adelina von Fuerstenberg e Lawrence Weiner.

*Alighiero Boetti ( 1940-1994) nasce a Torino dove esordisce nell’ambito dell’Arte Povera nel gennaio del 1967.

Artista concettuale, versatile e caleidoscopico, alchimista e instancabile viaggiatore, nella sua trentennale carriera produce una grande varietà di tipologie di opere e per alcune delega l’esecuzione manuale a altri – celebre la collaborazione con le ricamatrici afgane – , ma sempre secondo regole del gioco ben precise. Nascono così i monocromi a biro (blu, neri, rossi, verdi) in cui la campitura tratteggiata su carta mette in scena il linguaggio; tutte le opere ricamate su stoffa, dalle Mappe del mondo alle composizioni di lettere – sempre quadrate e multicolore sul modello Ordine e disordine – fino ai Tutto, fitti puzzle dove convivono figure da rotocalchi, oggetti da scrivania, sagome di animali.

Altre tipologie di opere di Boetti sono invece di mano esclusivamente sua: dai Lavori postali - giocati sulla permutazione matematica dei francobolli, sull’avventura del viaggio postale e sulla segreta bellezza dei fogli inviati nelle buste – agli ‘esercizi’ a matita su carta quadrettata – basati su ritmi musicali o matematici.

Tra le ultime opere spiccano le produzioni monumentali, come i 50 arazzi con testi in italiano e persiano (esposti a Parigi nella mostra Les Magiciens de la terre, 1989), oppure i 50 khilim esposti al Magasin di Grenoble a dicembre 1993, nell’ultima mostra inaugurata alla presenza dell’artista.

Alighiero Boetti ha esposto nelle mostre più prestigiose e emblematiche della sua generazione, da When attitudes become form (1969 ) a Contemporanea (Roma, 1973), da Identité italienne (Parigi, 1981) a Documenta 7 (Kassel, 1982), fino a The Italian Metamorphosis 1943-1968 (Guggenheim Museum New York, 1994). E’ stato sei volte presente alla Biennale di Venezia, con sala personale premiata nell’edizione del 1990 e un omaggio postumo nel 2001.

Tra l’autunno del 2011 e l’autunno del 2012 Alighiero Boetti sarà protagonista di una grande retrospettiva itinerante organizzata dai musei Reina Sofia (Madrid), Tate Modern (Londra) e MoMA (New York).

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